niente di effimero
Novembre 6, 2007
pubblichiamo l’ultima lettera inviata al Resto del Carlino lunedì 24 settembre. l’ultimo atto di archishame, il primo di fafinformazione.wordpress.com
Niente di effimero, bensì un impegno pesante di cui siamo tuttora coscienti e convinti, questa è stata
la mobilitazione che spontaneamente ha portato centinaia di studenti alla fine dello scorso anno accademico a prendere posizione contro alcune assurde ipotesi di variazione al piano di studi, formulate dai vertici della facoltà alla luce di un “inaspettato” problema finanziario.
La nuova articolazione didattica prevedeva di colpire anche quei nove laboratori di sintesi che sulla repubblica del 26 giugno ’07 lo stesso Preside-Vicario, intervistato dalla giornalista F.Parisini, ha indicato come “pezzo forte” dell’offerta complessiva della facoltà .
Se questo non è accaduto, se si è arrivati a tagliare gli stipendi per mantenere inalterato il numero (e forse solo quello) dei corsi, non lo si deve ad un “tentativo riuscito di essere virtuosi” , come ha recentemente dichiarato il Preside I. Di Federico, bensì proprio al nostro tempestivo e forte coinvolgimento. Con sincerità il Preside ha svelato sul Resto del Carlino che l’obiettivo della facoltà è quello di non perdere il primato nella classifica del Censis. Ebbene, nel documento letto pubblicamente nell’assemblea del 22 Maggio, che ha dato il via alla protesta con cinquecento studenti alla presenza del Vicario Trippa, si sottolineava già dalle prime righe come, inseguendo l’esigenza di portare gli studenti ad una laurea in tempi brevi, si sia persa di vista negli ultimi anni la centralità e la necessità di un programma culturale condiviso e di ampio respiro, vero motore di una Facoltà che vuole porsi in competizione con le grandi scuole europee.
Ribadiamo quello che già si diceva in quel documento: “ampliare gli orizzonti della didattica e approfondire in modo più articolato i temi trattati non comporta necessariamente una dilatazione dei tempi di laurea. […] Se quello che questa facoltà si accontenta di offrire è una formazione superficiale, frammentaria e rapida, obiettivo quest’ ultimo lodevole ma non sufficiente, ecco noi come studenti e ancor prima come cittadini non ci accontentiamo”. Se è vero che come il Preside afferma “l’università va fatta negli interessi degli studenti”, non si può definire il loro contributo “una perdita di tempo” .Quello che chiedevamo e ancora chiediamo è un progetto didattico in grado di permetterci di affrontare la complessità della realtà che ci circonda e su cui ci troveremo ad operare, superando le barriere di settore e gli sterili monologhi specialistici . La prima risposta pubblica arriva esattamente a quattro mesi di distanza per rimarcare un’altra distanza, più profonda ancora, di ambizioni e visioni . Un progetto di successo non può esaurirsi in una laurea in sette anni medi e 3800 ore di lezione frontale.“Anche se forse non saremo mai grandi architetti, vogliamo che la facoltà punti in alto perché è questo che un’istituzione pubblica è chiamata a fare. Permetteteci almeno di provare.”