Info dal webmaster
Giugno 15, 2007
Dear friends!
è con estremo piacere che vi comunico un’altro importante successo: nella giornata di ieri 14 Giugno, il nostro amato blog ha raggiunto quota 6000 visite! Ora ci siamo attestati a 6,349. Non è necessario dirvi che il nostro obiettivo è uno splendido numero con tanti zeri e un solo uno che si chiama 10.000. Quindi…diamoci da fare e pubblicizziamo il nostro blog!
Comunque ci tenevo a sottolineare che in rete stiamo diventando abbastanza famosi. Vi lascio qui qualche link di blogs che parlano di noi:
Vallegiulia.blogspot.com
Casalecchio.info
Evanderiel.medusaworks.de
Leftisright.it
Questo è un modo per ringraziare tutti quelli che quotidianamente ci fanno pubblicità, i blog che ci hanno linkati e tutti i ragazzi che si impegnano per questo importante progetto! Continuiamo così!
Lettera di un professore: Paolo Ceccarelli
Giugno 13, 2007
Cari studenti (femmine e maschi) della FAF,
credo che abbiate ragione: l’Università non è né una scuola elementare in cui gli scolari devono stare zitti e buoni nei banchi, né un Istituto professionale che impartisce soprattutto nozioni tecniche. E’ una cosa diversa e più complessa: serve a formare la classe dirigente di un paese; ha il compito di contribuire a conservare e sviluppare la cultura di un popolo; è per eccellenza luogo di ricerca, dibattito e innovazione scientifica. Questo comporta un rapporto intellettuale molto ricco, intenso ed aperto tra studenti e docenti, in cui il confronto tra differenze di opinione e di esperienze deve avere il massimo spazio. Queste caratteristiche sono ancora più importanti in una scuola universitaria di architettura. Il mestiere dell’architetto e dell’urbanista è complesso e fatto di creatività, responsabilità civile, capacità di analisi e di anticipazione, razionalità e concretezza. Il “progetto” è fatto di queste cose e per questo motivo il nostro lavoro è così attraente. All’architetto e all’urbanista la società chiede tali doti; l’università ha il dovere di sviluppare e valorizzare in ciascuno di voi queste capacità e di fornirvi le competenze corrispondenti.
La nostra Facoltà sembra aver perso un po’ il senso di quali sono i suoi reali compiti istituzionali e anche lo slancio per rinnovarsi, rispondendo alle profonde trasformazioni in atto nella nostra società, pur dentro linee formative molto chiare e salde. Mi auguro che le attuali difficoltà costringano tutti a riflettere seriamente sulle questioni di fondo e non solo sugli aspetti puramente organizzativi e finanziari; questi ultimi non devono essere trascurati, ma non possono neppure diventare prevalenti. Quest necessario processo di rinnovamento non può essere realizzato che da tutti insieme: studenti, docenti e personale tecnico e amministrativo. L’Università di oggi è così: ce lo insegna quanto hanno fatto le più importanti nel mondo. Sono certo che così facendo le cose si raddrizzeranno e si aprirà una nuova fase di entusiasmo e sviluppo per la FAF.
A suo tempo ho avuto contrasti e incontri con gli studenti, in università diverse, in Italia e all’estero. I risultati sono sempre stati positivi. La Facoltà di Ferrara non sarebbe nata se non ci fossero stati i confronti – spesso molto duri e difficili da gestire, ma utili a capire questioni di fondo e ad imparare dai più giovani – con gli studenti del Politecnico di Milano nel ‘68 e quelli dell’IUAV negli anni ‘80. Viene però il momento in cui i “vecchi” devono fare un passo indietro e permettere ai più giovani di assumersi in pieno le responsabilità che competono loro. Non dimenticatevi che siete ritenuti maturi per votare, sposarvi, pagare le tasse e anche per essere mandati in guerra e magari venire ammazzati per il vostro paese. Possibile che siate immaturi solo nelle aule dell’ Università?
L’Università è un bene pubblico; un’ istituzione che guarda in avanti, non un luogo per dare potere e rendere felici gli anziani. Per questo mi sono tenuto volutamente fuori dalle vicende di questi giorni: non voglio aumentare la confusione esistente. Mi costa molto; ma vi prego di capire le mie ragioni.
Con affetto e stima,
Paolo Ceccarelli
ATTENZIONE!
Giugno 12, 2007
Domani 13 Giugno 2007, ore 13.00 assemblea nel giardino della fuckoltà per aggiornarci sulla situazione e soprattutto parlare del consiglio della scorsa settimana! Siate in molti! …e fate girare la voce!
Foto del sit-in “bianco”
Giugno 9, 2007
Sono online le foto del sit-in di lunedì 4 giugno. Guarda la galleria
Lettera aperta degli studenti
Giugno 7, 2007
Pubblichiamo la lettera letta in occasione del sit-in di lunedì:
Abbiamo deciso di scrivere questa lettera perché fatichiamo a comprendere ed accettare certe accuse che ci vengono mosse e che ci lasciano profondamente amareggiati.
Negli ultimi giorni si è troppo spesso insinuato che la nostra protesta fosse non spontanea.
Con la presente vogliamo ribadire la nostra totale estraneità a qualsiasi forma di strumentalizzazione, essendo noi tutti persone in grado di leggere le situazioni e agire di conseguenza.
Manifestiamo anche il nostro dispiacere per aver visto tradita quella fiducia che ci faceva confidare in un rapporto tra studenti e docenti basato sul rispetto e sul confronto reciproco, anche nel caso di visioni divergenti.
Siamo stanchi di essere considerati parte delle vostre diatribe o schierati a favore dell’uno o dell’altro; abbiamo cercato in tutti i modi di farvi capire che le nostre richieste prescindono dalle vostre logiche interne e che sono sincere ed indipendenti e mirano semplicemente a quella qualità che non dovrebbe essere solo priorità nostra ma condivisa da tutta l’Istituzione Pubblica “Università”.
Siamo stanchi di essere considerati disinformati e con questa giustificazione sminuiti in ogni nostra opinione. Se esiste un malinteso, una incomprensione o una disinformazione è frutto di una scorretta maniera di impostare il rapporto presidenza-consiglio-studenti : era vostro compito, e lo è tuttora, comunicare con noi.
Ci rammarica che nessuno in questi giorni abbia espresso ufficialmente delle riflessioni sulle nostre richieste con le quali ci siamo assunti un impegno pesante di cui siamo tuttora coscienti e convinti.
Vi richiamiamo a quel senso di responsabilità verso gli studenti, che per chi ha scelto l’insegnamento come professione, dovrebbe essere imprescindibile.
Vi chiediamo di non nascondervi dietro all’appartenenza del “corpo docenti” e dietro le decisioni collegiali, ma di portare il vostro parere personale all’interno di un dibattito fra studenti e docenti.
Speriamo nei prossimi giorni di ricevere vostri contributi e adesioni per un dibattito aperto.
Il movimento studentesco.
