“Cominciare una rivoluzione è difficile,
ancora più difficile è portarla avanti
e difficilissimo vincerla. Ma solo quando
si è vinta cominciano le vere difficoltà”

Larbi Ben M’hidi, da
“La battaglia di Algeri”
di Gillo Pontecorvo, (1966)

Reggio Emilia, 29 maggio

Amici e compagni di studi,

non posso trovarmi continuativamente a Ferrara, ma sono lì per quanto posso – fisicamente, o almeno verbalmente – informandomi presso alcuni di voi via mail e telefono; e queste mie note sono il contributo che offro all’assemblea di domani, mercoledì 30 maggio

vorrei che nello scorrere di questi giorni confusi si rafforzasse in ognuno di noi la coscienza di quanto abbiamo solidalmente affermato e chiesto nell’assemblea dello scorso martedì 22… le dimissioni di questa dirigenza, preside de iure e preside de facto…

cerchiamo di focalizzare questo punto come obiettivo imprescindibile, senza il cui raggiungimento tutte le altre richieste rimarranno lettera morta

abbiamo cominciato bene la nostra piccola “rivoluzione”, ma è solo la prima difficoltà, affrontiamo ora con tutte le capacità e le qualità che possiamo mettere in gioco le maggiori difficoltà del portarla avanti… abbiamo bisogno della calma, della saggezza, della coscienza e della forza di noi tutti… e abbiamo anche bisogno di tutta la nostra impudenza nel continuare ad affermare serenamente che il Re è nudo, e che non ci interessano le sue foglie di fico

vincere la nostra “rivoluzione” è difficilissimo perché dobbiamo misurare ogni metro da percorrere con le nostre gambe, attenti a valutare la bontà e l’efficacia di ogni aiuto esterno, di ogni apporto che non provenga da noi studenti… questo per il principio di responsabilità cui non possiamo venire meno, non stiamo cercando spalle o stampelle, ma interlocutori con cui dialogare

vi invito a considerare come la correttezza sia un concetto etico prima che procedurale, non lasciamoci ingabbiare in percorsi pensati e costruiti per rallentare, soffocare e insabbiare la nostra netta manifestazione di dissenso…

la scorsa settimana abbiamo optato per la via del conflitto… e non dobbiamo avere paura di questa parola perché non significa violenza: “il conflitto è un particolare tipo di interazione sociale in cui uno o più attori coinvolti fanno esperienza di un’incompatibilità negli scopi o nei comportamenti” (da Wikipedia)

e il conflitto fa paura a questa dirigenza… sa che se lo gestiremo bene, avrà perso e non avrà un’altra possibilità… stiamo attenti a non rimbalzare sul loro muro di gomma, stiamo attenti a ogni loro tentativo di allentare la tensione volto a far calare il sipario senza rassegnare le proprie dimissioni accettando così le proprie responsabilità

questo è l’appello che vi rivolgo, per non rivivere situazioni di tre anni fa quando – per i tempi non ancora maturi e per gli errori che, allora rappresentante, commisi – scese il silenzio su una situazione già grave che preludeva a quella odierna, ormai compromessa.

con grande fiducia,
Federico Venturi

Lascia un commento